Liceo Artistico “S. Stagi.” – IN PROGRESS

Dall’1 al 16 marzo u.s. si è tenuta la mostra IN PROGRESS del Liceo Artistico “S. Stagi” di Pietrasanta. L’esposizione, allestita presso la Sala delle Grasce del Centro Culturale “L. Russo”, ha visto protagonisti i lavori di disegno, scultura, pittura e grafica effettuati dagli studenti del liceo. Ci siamo recati a scuola ed abbiamo trascorso una mattinata in compagnia di alcuni studenti e professori per conoscere qualcosa in più circa la didattica e le discipline insegnate. Eccovi qualche testimonianza da parte di chi vive questa realtà quotidianamente…buona lettura!

In progress - Liceo art. Stagi 2Alice – 2^B
Alice frequenta il secondo anno del Liceo Artistico “S. Stagi” e la incontriamo un mercoledì mattina durante l’ora di laboratorio. La sua classe è impegnata nella lavorazione del gesso, nella riproduzione tridimensionale di opere di pittori come Kandinskij e Bruno Munari. Alice, capelli raccolti e camice bianco da lavoro, si offre di raccontarci un po’ di sé e della sua esperienza in questa scuola. Alice nutre una particolare passione per l’arte. Le piace ogni campo artistico, come le arti visive dove può lavorare il gesso, il marmo e la creta, ma anche il teatro, la musica e la fotografia, che coltiva nel suo tempo libero. Queste passioni influenzano molto i lavori che realizza a scuola perché, come lei ci ha detto, “per fare qualcosa ho bisogno di sentire”. E così anche con la musica. “Florence & the Machine” per esempio, il suo gruppo preferito, la fa pensare ad una scultura quando è fresca.

alice nuovaQuando le chiediamo cosa pensa del liceo artistico ci risponde che la cosa che apprezza di più è la libertà di inventiva che gli studenti hanno a disposizione perché “i professori non ti dicono cosa devi fare ma come devi farla, e quindi tu puoi fare quello che vuoi, usando quello che ti hanno insegnato. Facciamo discipline pittoriche e lì è già più tecnico, perché se per esempio devi imparare il chiaroscuro o fare un disegno dal vero, devi fare quello che ti dice il professore. Ma alla fine dell’anno, guardando tutti i disegni dal primo all’ultimo, ci siamo accorti di essere migliorati tutti. Quindi tutto quello che hai imparato lo puoi usare quando vuoi anche in seguito.”

DSCN4623A chi consiglierebbe Alice di scegliere il liceo artistico? A chiunque manifesti amore per l’arte e abbia una forte motivazione che spinga a lavorare sodo. Si tratta di una scuola, secondo Alice, che “è come un oggetto che puoi decidere di usare o no. Ti dà tanto se vuoi, oppure non ti dà niente. Dipende da te.”

Al termine dell’incontro con Alice facciamo qualche domanda ad alcuni studenti della classe quarta della Prof.ssa Torcigliani. Questo è quello che ci hanno raccontato sulla scuola e sul loro percorso…

Ragazzi, secondo voi che caratteristiche deve avere uno studente per scegliere il liceo artistico?
Letizia
: “La passione, più che la bravura.”
Sara: “Non deve essere troppo impostato, ma deve essere uno “spirito libero”. Deve essere fantasioso e creativo. Capita, infatti, che durante il primo anno molti studenti abbandonino questa scuola. Questo lo fanno specialmente perché hanno deciso di iscriversi al liceo artistico pensando che qui si lavori poco, invece non è così. Ti ritrovi a passare ore e ore su un disegno per poi prendere 4. Però quando alla fine dell’anno, quando la professoressa ci mostra i nostri lavori, dal primo all’ultimo, e vedi il miglioramento sei soddisfatto.”
Emanuele: “Deve avere voglia di comunicare. Se hai intenzione di dire qualcosa, scegliendo il liceo artistico trovi il modo di dire qualsiasi cosa attraverso l’arte. È una scuola che apre la mente.”
Letizia: “Secondo me è utile frequentarlo anche per chi non sa disegnare e non gli interessa saperlo fare. Perché è una scuola molto libera, ti puoi esprimere anche in qualsiasi altro modo. Anche attraverso il dialogo con professori e compagni.”

DSCN4601Professoressa Torcigliani, stessa domanda anche per lei. Quali sono a suo avviso i requisiti che devono appartenere ai ragazzi che scelgono di frequentare questa scuola?
“Sicuramente ci vuole una predisposizione verso il disegno. I ragazzi del liceo artistico, rispetto a quelli delle altre scuole, forse hanno menti più elastiche, perché devono sfruttare qualsiasi cosa per progettare e inventare. E’ molto più facile stabilire relazioni, confrontarsi, sperimentare, oltre che studiare per il raggiungimento del diploma. Devono essere in grado di cogliere occasioni. Ho visto tanti casi di abbandono della scuola, anche qui al liceo artistico. Ma credo che ci sia una maggior quantità di abbandono scolastico laddove gli studenti non vedono la possibilità del fare, la possibilità del domani. Molti si arrendono. L’esposizione delle loro opere in Sala Grasce, ad esempio, è stata per loro una grande soddisfazione.”

DSCN4605Quali cambiamenti ci sono stati nel passaggio da Istituto d’Arte a Liceo Artistico?
“Sono state aggiunte materie che prima non c’erano, come filosofia e fisica. L’Istituto d’Arte dava più importanza alla manualità e alle materie che sorreggevano l’attività artigianale della zona, come la fusione di metalli. La riforma Gelmini ha troncato l’attività dei laboratori a cui si dà ora meno importanza. Eppure ciò che attrae la maggior parte degli studenti verso il liceo artistico è proprio la possibilità di “poter fare ”. Prima della riforma l’istituto era in grado di formare gli studenti che poi sarebbero andati a lavorare in laboratorio. Ora con 2/4 ore di laboratorio settimanali, limitate anche dall’assenza di strumentazione, non è più possibile, anche per problemi di sicurezza delle macchine. L’insegnamento dell’incisione, nel cui campo ho fatto esperienza durante gli anni che ho svolto al Liceo Artistico di Carrara, dunque è difficile. Cerco di portare gli studenti alla conoscenza di queste discipline attraverso tanta buona volontà. Chiunque in un liceo artistico dovrebbe avere la possibilità di usare tutte le tecniche possibili. Tra queste ognuno può trovare quelle preferite, che ti aiutano a dare un senso alla vita. Perché riuscire a realizzare qualcosa con soddisfazione ti dà un’iniezione di stima che forse nessun’altra cosa riesce a dare. Aiutare gli studenti a raggiungere questo scopo, secondo me, significa farli crescere nel modo giusto. Un tempo l’istituto d’arte era forse più debole dal punto di vista culturale, ma era più ferrato nella manualità.”

DSCN4614I ragazzi con cui abbiamo parlato sono concordi nel dire che tra studenti e professori esista un rapporto paritario. Secondo lei da cosa nasce?
“La situazione di difficoltà a cui ho accennato prima fa sì che si instauri tra i professori e gli studenti un rapporto paritario. Ad esempio per stampare le lastre, gli studenti devono venire a casa mia per usare il mio torchio manuale. L’ostacolo principale coincide con il costo dei materiali e degli strumenti essenziali, senza i quali si cerca di lavorare ugualmente, ma con grande difficoltà. Ciò che ci consente di andare avanti è l’interesse del ragazzo. Solo questo.”

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